Giornate teologiche 2007 – Le responsabilità della teologia

G i o r n a t e    t e o l o g i c h e   2 0 0 7

LE RESPONSABILITA’ DELLA TEOLOGIA

Negli ultimi decenni è stato fatto un significativo lavoro di alfabetizzazione teologica. Oggi vi sono risorse inimmaginabili trent’anni fa nel campo editoriale e formativo. Se, nel mondo evangelicale, la “teologia” non godeva di buona reputazione, oggi vi sono segni che dicono che il clima è cambiato. Questo lavoro deve però penetrare più in profondità nelle chiese locali. I pulpiti devono incoraggiare un’assimilazione di contenuti della teologia. La teologia deve anche nutrire nuovi spazi di dialogo interecclesiale e di confronto. Infine, le responsabilità della teologia sono anche rintracciabili nell’esigenza di un confronto con la cultura che rimane purtroppo ancora ostile o semplicemente ignorante delle posizioni evangeliche. La XX edizione delle GT è l’occasione per fare memoria di un percorso e per rilanciare la visione della teologia evangelica nel nostro Paese. L’uscita del Dizionario di teologia evangelica può ulteriormente favorire la riflessione sulle responsabilità della teologia.

La ventesima edizione delle Giornate teologiche, consueto appuntamento annuale, si è tenuto nei giorni 7 e 8 settembre scorsi all’Istituto di formazione evangelica e documentazione di Padova (IFED).

Il tema di quest’anno, “Le responsabilità della teologia”, è stato
sviscerato da Jim Renihan, docente di teologia storica al Westminster Theological Seminary di Escondido (California) e principale relatore dell’incontro, e da diversi relatori (Rosino Gibellini, Roberto Bottazzi, Carmine Napolitano, Leonardo De Chirico, Giovanni Di Francia, Giuseppe Piccolo, Giuseppe Rizza, Andrea Ferrari, Manuel Kromer, Maurizio Mirandola), che hanno spinto alla riflessione gli oltre duecento partecipanti, tra cui molti giovani, in particolare su alcune parole fondamentali: dialogo, domande e istruzione, sottolineate da Pietro Bolognesi, presidente dell’IFED. Ampio risalto è stato dato al Dizionario di teologia evangelica, uscito da poco per i tipi delle Edizioni Uomini Nuovi e che costituisce un fiore all’occhiello della teologia evangelica italiana.

«Le domande non sono mancate – spiegano gli organizzatori -: cos’è la teologia evangelica? Quali erano e sono le sue sfide? Quali le sue ripercussioni sulla vita di chiesa? La formazione teologica è una priorità in Italia? Che rapporto ha con l’editoria? Quali sfide s’intravedono per il domani?».

Alcune domande sono rimaste aperte, «riconfermando – continuano gli organizzatori – il proposito di una formazione che possa essere davvero permanente, senza che si concluda nell’incontro appena svoltosi».

«In effetti – si conclude nel comunicato – ciò che si crede su Dio non solo influenza, ma dirige la vita a livello sia personale sia sociale. È necessario allora che le chiese italiane riconsiderino i luoghi e le occasioni reali di formazione teologica, che il Signore ha donato al nostro Paese, e investano in essi per rendere capaci i singoli credenti di lavorare in ogni fronte in risposta alla missione ricevuta».

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