Giornate teologiche 2011 – La Bibbia al centro

G i o r n a t e    t e o l o g i c h e   2 0 1 1

LA BIBBIA AL CENTRO

Venerdì 9 settembre

  • 10.15 Apertura dei lavori
  • 11.00-12.15 Le convinzioni evangeliche sulla Scrittura
    Gary Williams (John Owen Centre, Londra)
  • 12.30 Pranzo
  • 15.00-16.15 Tavola rotonda: La Bibbia è la Parola di Dio?
    Riccardo Battocchio (Facoltà teologica del Triveneto) e Pietro Bolognesi (IFED)
  • 16.30-17.00 Comunicazioni su “Gli evangelici e la Bibbia”
  • 17.15-18.30 Tavola rotonda: La Bibbia nella scuola. Possibilità, problemi, prospettive
    Piero Stefani (Biblia) e Lidia Godoni (Comitato insegnanti evangelici italiani)

Sabato 10 settembre

  • 9.00-10.15 Tavola rotonda: La Bibbia tra chiesa e società
    A cura di Giuseppe Rizza (IFED)
  • 10.30-11.00 Comunicazioni su “Gli evangelici e la Bibbia”
  • 11.15-12.15 Tavola rotonda: La Bibbia per l’etica. Alleanza, conflitto, autonomia?Simone Morandini (Istituto San Bernardino, Venezia) e Leonardo De Chirico (IFED)
  • 12.30 Pranzo
  • 15.00-16.30 Le sfide intorno alle convinzioni evangeliche sulla Scrittura
  • 17.00 Conclusione dei lavori

La Bibbia è sempre stata al centro della fede cristiana. Nelle forme della predicazione, della testimonianza, della meditazione, dello studio, della condivisione, … la Scrittura definisce il vissuto cristiano. La sua centralità è stata comunque sempre oggetto di tensione nella chiesa. Il cattolicesimo ha affiancato alla Scrittura la tradizione ed il magistero. Il protestantesimo liberale l’ha sottoposta alla ragione autonoma. Varie correnti contemporanee la subordinano al piano dell’esperienza religiosa. Siamo sicuri che la Bibbia sia al centro? E cosa significa riconoscere alla Bibbia la centralità nella chiesa, nella vita, nella società e nel mondo?

Per gli evangelici, il XX secolo è stato il secolo della Bibbia. Dai  Fundamentals  (1910-1915) alle dichiarazioni di Chicago (1978-1986), la Scrittura è stata uno snodo nevralgico del confronto con la modernità. Ogni generazione deve fare i conti con la Bibbia. Come li stiamo facendo noi?

Se non al centro, dove altro?

La centralità della Bibbia alle Giornate teologiche 2011 “Se la Parola di Dio scritta non è al centro della vita, questo centro sarà occupato da parole idolatriche”. Così si è espresso Garry Williams, direttore del centro teologico John Owen di Londra nel corso delle Giornate teologiche del 9-10 settembre 2011 a Padova presso l’IFED. Giunte alla 24° edizione, le Giornate si cono confermate un’occasione preziosa di crescita e confronto.

Quest’anno il tema è stato “La Bibbia al centro” ed è quindi entrato nel cuore della fede evangelica che sta in piedi o cade proprio sullo statuto riconosciuto alla Scrittura e sull’ubbidienza alla Parola di Dio. Alla presenza di 250 persone, le Giornate sono state il consueto appuntamento per ascoltare relazioni dense e stimolanti, per dialogare con altri orientamenti teologici senza sconti ecumenici, e per confrontarsi insieme sulle responsabilità della testimonianza evangelica. Garry Williams ha tratteggiato le convinzioni evangeliche sulla Scrittura.

“La dottrina evangelica sulla Bibbia non è un’invenzione moderna” , ha detto Williams, “ma riassume le convinzioni classiche della chiesa cristiana di tutti i tempi”. Essa può essere riassunta nella tesi dell’identità tra la Parola di Dio e la Scrittura. E’ la Bibbia stessa a presentarsi come Parola di Dio scritta e lo stesso Gesù ha accettato pienamente l’origine e l’autorità divina della Bibbia. Williams ha anche ricordato le sfide intorno alla Bibbia: tra queste, l’arroganza moderna di voler mettere la parola dell’uomo sopra quella di Dio, l’impossibile tentativo della teologia liberale di credere in Cristo senza avere piena fiducia nella Bibbia, la volontà cattolica di affiancare la Bibbia con altre parole che, alla fine, hanno il sopravvento.

La Bibbia, ha proseguito Williams, è il trattato pattuale tra Dio e il suo popolo, è il documento dell’alleanza che non può essere separato dal suo Autore divino. La fede evangelica, pur consapevole delle sfide, non ha alcuna ragione per cedere ai vari tentativi di addomesticare, relativizzare ed irretire la Bibbia. Alcune tavole rotonde hanno ulteriormente approfondito i contorni del confronto col cattolicesimo e con la mentalità moderna. Pietro Bolognesi, dialogando col teologo cattolico Riccardo Battocchio, ha sottolineato il fatto che Dio si è assunto la responsabilità della scritturazione della Parola, Gesù ha totalmente assunto l’idea ebraica della Scrittura come Parola di Dio e lo Spirito Santo ha permesso che il popolo di Dio aderisse alla medesima idea.

Non è quindi permesso nessun distanziamento problematico tra Scrittura e Parola di Dio. In un altro confronto sul rapporto tra Bibbia ed etica, Leonardo De Chirico, in dialogo con Simone Morandini, ha messo l’accento sul fatto che l’etica di una persona o di un movimento dipende da come la Bibbia viene ricevuta. Una piena accettazione della Bibbia come Parola di Dio avrà conseguenze etiche importanti e dovrà determinare una visione del mondo biblica per capire le questioni etiche, oltre a nutrire pratiche di vita che riflettono l’insegnamento biblico. Interessante anche la tavola rotonda con Piero Stefani e Lidia Goldoni sulla Bibbia e la scuola in cui è emersa la problematicità di proporre un insegnamento della Bibbia nella scuola pubblica, considerato che non esiste una lettura “neutrale” della Bibbia e che le agenzie deputate a insegnare nell’ottica della fede sono le famiglie e le chiese, non la scuola.

Le Giornate teologiche sono state anche il momento per ricordare alcune figure e movimenti dell’evangelismo italiano nel loro rapporto con la Bibbia. Predicatori come Abele Biginelli e Giannunzio Artini, oltre a grandi correnti come il movimento pentecostale delle origini, sono stati oggetto di interessanti comunicazioni. Infine, Giacomo Ciccone e Angiolino Albanese hanno dato delle toccanti testimonianze su come la Bibbia può essere onorato e vissuta nell’azione sociale e politica. L’unico posto che la Bibbia può avere è centrale in tutte le dimensioni della vita.

Alcune relazioni esposte saranno pubblicate su un prossimo fascicolo di Studi di teologia . Le Giornate teologiche si sono confermate come appuntamento imprescindibile, ormai “classico”, per tutti coloro che hanno a cuore una fede evangelica appassionata, pensante e aperta a misurarsi con altre correnti di pensiero. Anche questo è un modo per onorare la centralità della Bibbia.

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