Giornate teologiche 2012 – L’apostolo Paolo tra ieri e domani

G i o r n a t e    t e o l o g i c h e   2 0 1 2

L’APOSTOLO PAOLO TRA IERI E DOMANI

Venerdì 7 settembre 10.15

  • Apertura dei lavori 11.00-12.15 “Discepolo di Cristo, apostolo delle genti”: un ritratto teologico di Paolo Tom Schreiner (Southern Baptist Theological Seminary, Louisville, USA)

  • 12.30 Pranzo 15.00-16.30 Comunicazioni ed esercitazioni di teologia paolina

  • 17.00-18.30 Tavola rotonda: Paolo e la cultura occidentale Paolo De Petris e Leonardo De Chirico

Sabato 8 settembre

  • 9.00-10.15 Tavola rotonda: Predicare Paolo: esperienze a confronto di esposizione del corpus paolino
  • 10.30-12.15 Tavola rotonda: Paolo tra antiche e nuove prospettive Erik Noffke (Chiesa metodista Roma – Facoltà Valdese, Roma) Stefano Romanello (Facoltà di Teologia del Triveneto, Gorizia) Tom Schreiner (Southern Baptist Theological Seminary, Louisville, USA)
  • 12.30 Pranzo
  • 15.00-16.30 Cosa direbbe Paolo alla chiesa e al mondo del XXI secolo? Tom Schreiner (Southern Baptist Theological Seminary, Louisville, USA)
  • 17.00 Conclusione dei lavori

Saulo da Tarso, Paolo l’apostolo, è un personaggio chiave della chiesa. La sua storia ed il suo messaggio costituiscono un pilastro della fede cristiana. Di lui, Gesù risorto disse: “egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai popoli” (Atti 9,15). Riconoscendo la sapienza che gli era stata data dall’alto, l’apostolo Pietro lo chiama “il nostro caro fratello Paolo” (2 Pietro 3,15). In passaggi cruciali della storia della chiesa (come, ad esempio, l’età di Agostino e la Riforma protestante del XVI secolo), l’insegnamento di Paolo ha costituito una chiave di volta degli sviluppi successivi.

L’influenza di Paolo anche sulla cultura occidentale è enorme. Fare i conti con Paolo significa fare i conti con l’evangelo biblico in tutta la sua ricchezza teologica ed in tutta la sua forza missionaria. La chiesa e il mondo si devono misurare con la sua eredità vitale e vivente.

Il 7 e l’8 settembre si è svolta a Padova la 25a edizione delle Giornate teologiche, dedicate all’apostolo Paolo, discepolo di Cristo e apostolo delle genti. Per un convegno teologico in Italia si tratta di una tappa significativa per continuità e partecipazione. Più di 230 persone hanno infatti preso parte ai lavori che sono stati impegnativi e intensi.

Saulo da Tarso, Paolo l’apostolo, è un personaggio chiave della chiesa. La sua storia ed il suo messaggio costituiscono un pilastro della fede cristiana. Nei passaggi cruciali della storia della chiesa, l’insegnamento di Paolo ha costituito una chiave di volta degli sviluppi successivi, ma in un’epoca in cui l’influenza e la popolarità dei personaggi pubblici si misura in base alle pagine loro dedicate sui social network, il messaggio dell’apostolo ha ancora rilevanza?

Le Giornate teologiche 2012 hanno raccolto la sfida di provare a dare una riposta a questa domanda. Il compito di delineare il ritratto teologico dell’apostolo Paolo è stato svolto da Mark A. Seifrid, professore di Nuovo Testamento presso il Southern Baptist Theological Seminary di Louisville (USA). Tra tutti i possibili ritratti, quello di “teologo della croce” appare essere il solo in grado di rendere ragione del più ampio numero di elementi. In questo, l’interpretazione luterana e protestante in generale mostra tutta la sua attualità.

Il programma dei due giorni di conferenza non si è limitato ad offrire una serie di lezioni accademiche ai partecipanti. Le tavole rotonde, le esercitazioni e le comunicazioni hanno infatti contribuito ad ampliare il dibattito e a misurare l’impatto del messaggio paolino nel corso della storia, dalla Riforma fino alle “nuove prospettive”, dal confronto con lo stoicismo di Seneca fino all’impatto nella società occidentale contemporanea. Sulle “nuove prospettive” su Paolo, interessante è stata la tavola rotonda tra lo stesso Siefrid, Erik Noffke e Stefano Romanello. Di fronte alla proposta di rileggere in modo radicalmente diverso Paolo e il suo messaggio, non si può prescindere dalla lettura protestante tradizionale incentrata sul messaggio della giustificazione per fede e sulle categorie forensi. A dispetto di quanto dicono gli assertori delle “nuove prospettive”, essa rimane la più adeguata.

Un seminario apposito per i predicatori ha messo al centro dell’attenzione le esperienze di predicazione delle lettere paoline. La relazione conclusiva di Seifrid ha posto i partecipanti davanti alla domanda “Cosa direbbe Paolo alla chiesa e al mondo del XXI secolo?” Se il cristianesimo scade in un progetto di auto-miglioramento, l’uomo finisce per avvilupparsi intorno a sé stesso, alle proprie angosce e debolezze. La teologia e la vita di Paolo trasmettono invece un’ansia per le chiese ed una passione per il Regno di Dio che sfida la nostra generazione a vivere pienamente l’insegnamento di Cristo.

Enrico Calanchi

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