Predicare, voce del verbo trasformare

Positivo il bilancio del Laboratorio della predicazione 2013 

Come diceva Agostino “la predicazione ha tre scopi: insegnare, dilettare e infine flettere”. Quest’ultimo scopo dà l’idea di un cambiamento che accade durante e dopo la predicazione. Qualcosa si muove, cambia, è trasformato dalla Parola di Dio. Questo è il terreno su cui si è mosso il “Laboratorio della predicazione” che si è svolto all’Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione di Padova dal 15 al 20 luglio, giunto al quarto anno e i cui materiali sono stati di recente pubblicati dalla rivista Studi di teologia N. 49.

Stilare un resoconto breve e capace di far capire nella sua profondità quello che è stato insegnato è un compito difficile. Per due motivi. Il primo è perché si riconosce la grazia di essere confrontati con un testo biblico vivo, che vuole trasformare la vita di chi l’ha nel cuore, ponendo così il predicatore in un atteggiamento di rispetto e umiltà di fronte ad esso; il secondo motivo, è perché le attività proposte dai vari docenti (Leonardo De Chirico, Pietro Bolognesi, Stephane Simonnin, Nazareno Ulfo, Luigi Dalla Pozza, Giuseppe Rizza) hanno generato un’esperienza molto intensa che è stata accompagnata da letture ed esercitazioni stimolanti. La sfida per i 17 studenti (diversi per età, ministeri, ed esperienze) è stata sia quella di dedicare una settimana della propria vita e del proprio tempo per rimettersi in discussione di fronte a questo servizio sottovalutato sia quella di acquisire o affinare e consolidare gli strumenti della predicazione al fine di rendere a Dio la gloria dovuta. E’ importante evidenziare il fatto che la predicazione è un servizio comandato da Dio per glorificarlo, mediante l’annuncio dell’evangelo di Gesù Cristo, in tutta la Scrittura ed in forme comunicative adeguate, in vista della trasformazione della realtà ad opera dello Spirito Santo, affidato a uomini chiamati che si spendono per il regno di Dio. La predicazione non è diversa da altre forme di comunicazione ma è un atto in cui attraverso le parole viene comunicato un messaggio, un sogno, un cambiamento, una parola, una trasformazione assolutamente necessaria. Il proposito della predicazione deve sperare e scommettere nel cambiamento della vita, compiendo un atto sovversivo, in cui Dio opera il cambiamento. In questa circostanza l’opera dello Spirito Santo, non è una forza pietistica, ma uno stimolo, che influenza e rinforza la preparazione del sermone, affinché non sia un semplice trattato di retorica, ma vita che trasforma. Il sermone poggia le sue basi sulla Bibbia, è centrato su Cristo ed è d’impatto sulla vita, e guida il predicatore e l’uditorio a confrontarsi con essa. Concludendo, colui che predica, deve verificare i frutti del  proprio ministero, ponendo un focus chiaro che sia utile al confronto, rispettoso della Parola al punto che si possa fare i conti con Dio, e favorendo la trasformazione in chi ascolta. Oltre al tempo di studio e di lavoro comune, molto proficua è stata la visita a tre chiese evangeliche locali della zona per tre diverse serate di studio biblico condotte dagli studenti.

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