Resoconto laboratorio della predicazione 2014

Dal Patto di Losanna 1974.

“Affermiamo la divina ispirazione, la verità e l’autorità della Scrittura,

dell’Antico e del Nuovo Testamento nella loro totalità.

Essa è la sola Parola scritta di Dio, senza errore

in tutto ciò che afferma,e unica infallibile regola di fede e di condotta.

Affermiamo anche che questa Parola è potente

per compiere il piano di salvezza di Dio.” (§2)

Chi è il predicatore? È un esperto di retorica? Un grande comunicatore o un oratore che non annoia ed in grado di stupire i suoi ascoltatori?

La Bibbia rimanda ad immagini molto chiare per descrivere la chiamata a predicare (economo fedele, araldo, testimone, padre amorevole, servo), che se osservate con attenzione, danno la possibilità di comprendere la cifra di questo ministero.

Arrivato alla sua 5° edizione il laboratorio della predicazione, valido strumento volto all’incoraggiamento ed alla formazione di ministri o aspiranti predicatori, ha avuto luogo dal 14 al 19 Luglio 2014, storica settimana che rimanda al 40° anniversario dalla ratifica del Patto di Losanna.

Altresì storica, perché ben 16 studenti i vocazionali hanno voluto dedicare tempo ed energie per lo studio della Parola di Dio e la formazione sulla predicazione, per portare al mondo i “precetti dell’Eterno, che rallegrano il cuore” (Salmo 19:8).

I 16 partecipanti (6 alla prima esperienza e 10 coinvolti nell’aggiornamento) sono stati guidati dai docenti Pietro Bolognesi, Leonardo De Chirico, Stéphan Simonnin, Nazareno Ulfo, Giuseppe Rizza, Luigi Dalla Pozza, in un percorso che li ha portati ad esplorare diversi modelli omiletici, tipologie e strutture di sermoni, lingue bibliche ed anche modelli omiletici utilizzati dai predicatori che ci hanno preceduto.

J. I. Packer suggerisce che il sermone è tale se “è basato sulla Bibbia, centrato su Cristo e d’impatto sulla vita.” Questa la cornice entro la quale il laboratorio della predicazione si è mosso, incoraggiando gli studenti a rimanere saldi sulla sicurezza della Parola e ad introdursi alla preparazione del sermone stando “in compagnia di Dio”, rispettando il testo in umiltà. Scopo del predicatore pertanto non è solo una chiara e brillante esposizione della Parola né tanto meno dimostrazione di eloquenza nell’arte della retorica, ma quello di servire la Parola di Dio che rende il messaggio fresco e sempre nuovo, in grado di toccare quelle corde nell’ascoltatore che portano a trasformazione.

Le parole di John Stott ben riassumono l’auspicio dei partecipanti: “… che la Tua Parola sia la nostra giuda, che il Tuo Spirito sia il nostro maestro, che la Tua maggior gloria sia la nostra passione, per Cristo nostro Signore.”

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