Unioni civili, un contributo evangelico alla discussione

Il IX Colloquio del Centro Studi di Etica e Bioetica a Milano

Una delle discussioni pubbliche più accese del momento riguarda il tema delle unioni civili. Mentre il Parlamento discute un disegno di legge per l’introduzione anche in Italia del riconoscimento delle coppie di fatto, il Centro Studi di Etica e Bioetica, il think tank dell’IFED di Padova sulle questioni etiche, ha organizzato un dibattito pubblico a Milano il 14 novembre 2014. L’uscita dell’ultimo supplemento (il n. 12) alla rivista Studi di teologia dedicato proprio alle unioni civili tema ha fatto da sfondo al confronto tra Martin Ibarra (UCEBI) e Leonardo De Chirico, direttore del CSEB, tenutosi presso i locali della chiesa evangelica Speranza x Milano alla presenza di un folto pubblico.

Nel sostenere che il pensiero sociale evangelico si muove in un quadro di laicità (e cioè riconosce che lo stato non può entrare nelle scelte di vita individuali dei cittadini e che le confessioni religiose non possono imporre le loro visioni morali sullo stato pluralista), nel suo intervento De Chirico ha presentato tra presidi su cui è necessario vigilare. Il primo è se effettivamente le coppie di fatto non possano essere adeguatamente tutelate già a legislazione vigente e se l’introduzione di un riconoscimento giuridico sia frutto di una forzatura ideologica più che di una necessità pratica. Il secondo riguarda la necessità di distinguere il matrimonio (un patto di vita tra un uomo e una donna) da altre tipologie di relazioni senza inopportune confusioni. Anche in questo caso, certe voci del dibattito spingono verso la ridefinizione di matrimonio per aprirla a tutte le relazioni tra due persone. Il matrimonio va rispettato nella sua fattispecie storica, simbolica e lessicale mentre altre unioni devono essere denominate altrimenti. Il terzo presidio riguarda il tema delle adozioni. Un conto è rispettare le scelte individuali, un altro è pensare che le scelte degli individui debbano coinvolgere soggetti terzi in uno stato di bisogno (come i bambini adottivi). Nell’adozione, l’interesse del bambino di avere una figura paterna e una figura materna deve essere prioritario rispetto alle aspettative di genitorialità degli individui. Per questo le adozioni devono essere riservate alle coppie sposate.

Il confronto ha permesso di registrare la diversa impostazione tra il protestantesimo storico, favorevole alla benedizioni di tutte le relazioni, e il protestantesimo evangelico per cui la chiesa non ha il diritto di benedire ciò che Dio non benedice. Dio ha benedetto il matrimonio, mentre altre relazioni che coinvolgano l’intimità sessuale sono chiamate “adulterio” e “fornicazione”, sono cioè peccati da cui pentirsi e da cui essere guariti.

Nella conclusione, Matteo Clemente, pastore della chiesa Speranza x Milano, ha espresso compiacimento per l’esistenza di una vasto patrimonio di studi e documenti evangelici che affrontano il tema delle unioni civili (riuniti e pubblicati nel supplemento) e che offrono alla società italiana un contributo evangelico qualificato e pertinente.