Giornate
teologiche IFED
1997
FEDE E SOCIETA'
Carta
orientativa
1.
Affermiamo con gioia e riconoscenza che Dio regna su tutta la realtà
poiché è l'unico autentico Signore del cielo e della terra. Poiché il diritto
di Dio ha carattere universale, tutto gli appartiene, compresa la società in
ogni sua manifestazione. Egli può quindi disporre dei regni di questo mondo
secondo la sua volontà [Sal 24; Dt 5,21; At 17,25-26].
2.
Affermiamo che il mandato originario di Dio e quello successivo del
Risorto costituiscono un unico mandato ed esigono un impegno a tutto campo. Il
coinvolgimento dei cristiani nella sfera sociale e politica, volto a fare
discepoli le nazioni, rientra a pieno titolo in tale mandato, anche se purtroppo
i cristiani stessi non ne hanno sempre colto tutte le implicazioni [Gn 1,28; Mt
28,18-20].
3.
Affermiamo la legittimità dell'autorità negli ambiti stabiliti da Dio
per limitare gli effetti del peccato e promuovere il bene comune e la giustizia.
Ciò implica l'impegno ad adoperarsi affinché vengano promulgate leggi in
accordo con l'insegnamento di Dio. Tutta la Scrittura offre delle piste di
riflessione utili in questo senso anche per la società contemporanea [Dt; Rm
13].
4.
Affermiamo l'autentica dignità dell'attività sociale e politica come di
tutte le altre attività umane. La scelta fra lavoro in ambito ecclesiale e
lavoro in ambito socio-politico dipende dalla vocazione del singolo. Non si può
presupporre un'intrinseca superiorità dell'uno sull'altro. Come in ogni altro
campo, ogni impegno trae la propria validità non dai postulati della ragione
autonoma, ma dai valori della legge di Dio [Rm 2,14-15].
5. Affermiamo
che la preghiera per le autorità non può essere disgiunta dal convincimento
della loro sottomissione alla signoria di Dio. Essa presuppone anche la presenza
di una certa relazione fra i credenti e le autorità e l'esigenza di un impegno
finalizzato alla salvaguardia dei
diritti degli uomini da parte di queste ultime [Ger 29,7; 1 Tm 2,1-2].
6.
Affermiamo che la fede cristiana è una realtà onnicomprensiva che
riguarda non solo il credere, ma anche il sapere ed il fare dell'uomo. Ne
consegue che l'identit... evangelica possiede pertinenza sia privata che
pubblica. L'unità stessa dell'uomo implica altresì una indissolubile
connessione fra fede e società [Rm 12,1-2; 1 Tm 2,1-2].
7.
Affermiamo che sulla base della rivelazione scritturale la fede cristiana
si considera erede ed interprete di valori che hanno un impatto sociale e
strutturale anche sull'etica personale e familiare. Ciò implica una precisa
responsabilità nell'annuncio cristiano della legge di Dio e l'inadeguatezza di
ogni teologia naturale secondo cui le autorità sarebbero in grado di conoscere
il bene indipendentemente da ciò che la Scrittura sostiene [At 4,18-19;
25,10-11].
8.
Affermiamo che l'ordine di Dio per la realtà impegna i credenti a
chiarire la specificit... dell'impegno evangelico nei vari campi. Anche se la
società attuale è caratterizzata come non mai dall'interdipendenza multipla,
esiste una specifica concezione cristiana dell'etica. Essa concerne la realtà
giuridica, mediatica, educativa, economica e finanziaria, occupazionale e
tecnologica, di cooperazione sociale e di rispetto per la creazione [Gv 19,11].
9.
Affermiamo che la fede evangelica, in quanto interprete dell'eredit...
giudaico-cristiana, deve vigilare per evitare varie distorsioni. Tale vigilanza
implica la denuncia dell'invadenza dello Stato in sfere ad esso estranee ed
un'attenzione nei confronti dei tentativi di relativizzazione, di islamizzazione
ecc. che si fanno talvolta strada nella società. L'invadenza dello Stato non
sovverte soltanto l'ordine stabilito da Dio, ma contribuisce anche alla
deresponsabilizzazione dei singoli ed alla svalutazione delle strutture
intermedie [1 Cor 4,4; At 4,18-21; Ef 5,11-12; Ap 13].
10.
Affermiamo che qualunque scelta sociale e politica rientra nell'ambito
del possibile e del transitorio. Il valore delle scelte politiche va valutato
nello spazio che va dall'universo delle convinzioni a quello delle responsabilità.
Poiché il Signore ha affidato ai credenti il ministero della riconciliazione,
essi sono impegnati in un'opera di mediazione e non si rifugiano in un universo
di assoluti impraticabili qui ed ora [2 Cor 5,18].
11.
Affermiamo la necessità di resistere ai tentativi delle autorità di
fornire eventuali benefici e privilegi a settori particolari, perch‚ la
giustizia dello Stato non deve conoscere distinzioni personali. La lealtà nei
confronti delle autorità non sarà mai acritica [Dt 5,7; Ger 22,1-3; Is 2,8; Am
2,6-7; Mt 23,23].
12.
Affermiamo l'interesse della fede evangelica perch‚ tutte le cose siano
rinnovate e restituite al giusto diritto di Dio e respingiamo ogni forma di
messianismo politico in quanto lo Stato e la politica devono svolgere un ruolo
limitato e non invadere altri ambiti come quelli affidati alla famiglia e alla
chiesa [Rm 8,19-25].
La "Carta orientativa" su FEDE E SOCIETA' e' stata messa a
punto in
occasione dei seminari organizzati da IFED nel 1997 dai partecipanti
provenienti da diverse zone (Bologna, Chieti, Mantova, Modena, Milano, Napoli,
Padova, Pescara, Roma, Teramo, Vicenza).