SIAMO FONDAMENTALISTI?
Leonardo De Chirico
Tutti sanno che il fondamentalismo non gode di buona stampa e di buona reputazione. Anche in ambito cristiano, al fondamentalismo vengono associate le caratteristiche di una deriva del cristianesimo da cui stare alla larga e da ostracizzare il più possibile. Si può accettare che il cristianesimo sia tutto e il contrario di tutto, ma non che diventi fondamentalista! L’assunto è che fondamentalismo sia sinonimo di oscurantismo, bigottismo, estremismo, intolleranza.
In genere, questi giudizi sprezzanti sono molto radicati e difficili da revisionare. Toccano corde così profonde da non dare adito ad un dibattito sereno, informato e plurale. Molto spesso si tratta di opinioni viziate da qualche forma di analisi schiacciata, unilaterale, imprecisa che risulta in una caricatura del fondamentalismo, più che in una sua rappresentazione verosimile. Il risultato è che si dice fondamentalismo, ma non si ha in mente quel movimento evangelico di reazione al liberalismo teologico tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, bensì un agglomerato di fenomeni in cui vengono collocati tutte le tendenze che non sono “politicamente corrette”.
Questo accade anche a studiosi seri come Gianfranco Ravasi che, in genere molto equilibrato nei suoi commenti, usa toni particolarmente accesi e negativi quando parla del fondamentalismo. Cf. il mio commento, “Addosso al fondamentalismo!”, Ideaitalia IX (2005/3) p. 3, ad uno dei suoi articoli.