Molte situazioni che necessitano una decisione etica sono difficili. Una di queste è sicuramente legata alla sorte degli embrioni in sovrannumero. Questi sono embrioni che, dopo essere stati prodotti ai fini della fecondazione assistita, non vengono reclamati dalle coppie di genitori. Com'è noto, non tutti gli embrioni creati nel contesto della procreazione medicalmente assistita sono poi effettivamente trapiantati nell'utero materno. Questi embrioni sovrannumerari, se non distrutti immediatamente, vengono congelati a tempo indeterminato. Attualmente, si stima che in Italia vi siano 30 mila embrioni crioconservati che rappresentano un problema etico di non poco conto. Che fare di questi embrioni in surplus?
L'etica cattolica ritiene che, in forza del principio di sacralità della vita e dello status di persona 'in potenza' proprio dell'embrione, questi ultimi non possano essere distrutti, né possano essere utilizzati a scopo di ricerca. L'unica soluzione concreta che il mondo cattolico presenta è quella dell'adozione degli embrioni sovrannumerari da parte di coppie di genitori che si offrano per permetterne lo sviluppo in feti fino alla nascita di bambini. Nonostante le sue ammirevoli intenzioni, questa risposta è del tutto inadeguata rispetto alle esigenze. Infatti, le coppie disponibili all'adozione sono pochissime rispetto alla quantità di embrioni congelati. Pertanto, un grandissimo numero di embrioni rimarrebbe nelle condizioni in cui è attualmente: congelato in attesa di essere eliminato.
La rigidità del quadro metafisico dell'etica cattolica impedisce di fare i conti con una realtà di fatto. Gli embrioni sovrannumerari non sono solo un dato della procreazione assistita. La perdita di embrioni umani non si limita alla sola fecondazione in vitro in quanto, in natura, più del 60% degli embrioni fecondati non si sviluppano e vengono eliminati. L'eliminazione degli embrioni sovvrannumerari è sicuramente una perdita, ma rispecchia un processo che si verifica anche in natura. Nessuno avanza obiezioni etiche alla fecondazione naturale solo perché alcuni embrioni saranno eliminati. Un simile atteggiamento può essere ragionevolmente tenuto nei confronti della fecondazione assistita che comporta una simile perdita.
Un altro elemento su cui riflettere riguarda lo statuto di questi embrioni congelati. Possono essere considerate 'persone' a tutti gli effetti quegli embrioni che sono ormai sganciati da una relazione organica e vitale con la madre e che non hanno alcuna prospettiva di svilupparsi in un progetto umano? Solo un principio metafisico astratto potrebbe rispondere affermativamente. Eppure, visto che la vita non è solo un dato biologico, ma anche relazionale e progettuale, si possono avanzare seri dubbi sulla possibilità di riconoscere lo status di persona agli embrioni sovrannumerari.
Detto questo, la soluzione più immediata ed eticamente responsabile è la loro eliminazione.
Perché non sono stati eliminati? Per due ragioni principali. Oltre alla resistenza da parte cattolica di cui si è detto, certi settori del mondo della ricerca genetica sono contrari alla distruzione perché gli embrioni costituiscono una 'materia prima' preziosissima per i programmi di ricerca biomedica. Gli embrioni, infatti, sono una delle più grandi riserve di cellule staminali su cui sono in corso numerose sperimentazioni e, per questa ragione, quelli in surplus sono appetiti dai gruppi di ricerca. In quest'ottica, la loro distruzione sarebbe una perdita considerevole per la ricerca scientifica. La ricerca sugli embrioni non è da escludere a priori, ma occorre un quadro etico di riferimento che stabilisca dei criteri certi e realistici. Una volta stabilite condizioni minime di sostenibilità etico-scientifica, gli embrioni in surplus, che sarebbero comunque distrutti se non adottati da qualche coppia, possono essere utilizzati per la ricerca terapeutica senza che vi siano obiezioni etiche insormontabili.
Il mondo cattolico non può continuare a rimandare la questione, mentre la ricerca genetica non deve essere autorizzata ad operare in un far-west pseudo-scientifico. L'etica evangelica può contribuire in modo significativo al dibattito in corso in quanto cerca di mettere in relazione la norma del rispetto della vita, le situazioni etiche e scientifiche che si presentano e la responsabilità morale dei soggetti coinvolti.
Leonardo De Chirico
Centro studi di etica e bioetica
Padova
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