Esprime
solidarietà alla famiglia di Eluana Englaro per la violenta aggressione
politica, burocratica e mediatica subita da più parti che hanno
indebitamente ingerito in un dramma che, prima di tutto e sopratutto,
è della famiglia.
Manifesta apprezzamento per l’atteggiamento del Capo
dello Stato che, da garante delle istituzioni repubblicane, ha impedito
che le faticose e legittime decisioni della magistratura sul caso
Englaro fossero azzerate in un sol colpo in modo lesivo della serietà e
della credibilità dello stato.
Considera un intervento legislativo che
vieta l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali
un’indebita ingerenza dello stato in uno spazio decisionale
che, al contrario, può e deve essere lasciato alla responsabilità dei
cittadini, nel rispetto del pluralismo delle convinzioni.
Invita il
Parlamento a non intervenire in maniera emotiva, affrettata e segnata
da agende politiche esterne, sul tema del testamento biologico,
auspicando una discussione aperta a tutte le componenti della società
(compresa quella evangelica).Deplora che la costruzione di un'etica
responsabile da parte della cultura italiana sia continuamente inibita
da interventi del magistero cattolico che, pur tentando di non apparire
prevaricatori, bloccano la riflessione piegando coscienze a pressioni
inaccettabili.
Ribadisce che di fronte alla cieca biolatria cattolica
che considera la vita un assoluto astratto e all’egolatria laica che
piega tutto all'autodeterminazione degli individui, solo un’etica in
grado di collegare le norme morali alle situazioni particolari e alle
legittime convinzioni personali può trovare un punto di equilibrio
virtuoso di fronte alle scelte gravose che le sfide della bioetica
presentano.
Padova, 9 febbraio 2009
Centro Studi
di Etica e Bioetica, Via P.M. Vermigli 13, 35132 Padova, 049 619623,
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