MEDICINA TRADIZIONALE, MEDICINE ALTERNATIVE: SONO VERAMENTE COSÌ DIVERSE?

Negli ultimi decenni stiamo assistendo alla diffusione di numerose medicine alternative a quella tradizionale. Termini ed espressioni come agopuntura, biofeedback, chiroterapia, kinesiterapia, omeopatia, iridologia, bodywork e vari tipi di massaggi, meditazione e visualizzazione, fitoterapia, cristalloterapia, musicoterapia, metalloterapia, tecniche di auto-aiuto, fiori di Bach, ecc. sono entrati nel lessico quotidiano. Naturalmente, si tratta di fenomeni molto diversi tra loro sotto molti punti di vista, ma rientrano tutti a vario titolo nella categoria generale di pratiche terapeutiche non associabili ai canoni della scienza medica. Non cala, anzi cresce, la ‘domanda’ di salute rivolta alla medicina classica, ma aumenta anche il ricorso a svariate pratiche terapeutiche che nulla hanno a che fare con la medicina tradizionale dell’occidente. Molto spesso, le persone usano le diverse medicine in modo eclettico e scambievole; altre volte, ricorrono a quelle alternative dopo essere state deluse dalla medicina tradizionale.

Le ragioni dell’incremento delle medicine alternative sono tante. Da un lato, si registra una crescente disaffezione rispetto ad alcune degenerazioni della pratica medica: una visione meccanicistica del corpo e la scarsa attenzione prestata ad elementi olistici della vita; la frammentazione delle specialità cliniche che fa perdere la visione d’insieme della persona e della salute; la crescente impersonalità del trattamento medico da parte di un sistema sanitario che offre servizi tecnologicamente avanzati, ma relazioni umane sempre più ridotte e distaccate; il ricorso a volte indiscriminato alla terapia farmacologica frettolosa ed eccessiva; la passività del paziente nel trattamento medici che si sente trattato come un ‘oggetto’ corporeo più che una persona coinvolta attivamente. D’altro lato, la diffusione di una sensibilità culturale legata alla scoperta delle religioni orientali e alle correnti New Age è molto spesso collegata all’introduzione di nuove concezioni della salute e della medicina. L’universo della Nuova Era si presenta anche in una veste terapeutica attraverso la quale vengono promossi una diversa visione di benessere e di armonia, all’interno di una concezione ‘olistica’ della persona.

Per quanto in espansione, le medicine alternative sono contestate molto vivacemente sia in ambienti religiosi che scientifici. Nei primi, si problematizza la loro origine religiosa non cristiana e la visione religiosa di cui sono portatrici che è di matrice orientale, teosofica o neo-pagana. Il legame religioso viene interpretato come organico alle pratiche stesse, per cui queste ultime sono respinte in base ad una contestazione delle loro premesse religiose. Questo argomento ‘genealogico’ è molto diffuso anche tra gli evangelici e contiene sicuramente un elemento di verità. Infatti, appare assai debole e pretestuosa la tesi difensiva di chi ritiene di avvalersi solo delle tecniche, ma non dell’involucro filosofico-religioso delle medicine alternative, quasi che i due aspetti fossero delle variabili indipendenti. Ogni sedicente medicina, ogni tecnica terapeutica, ogni atto clinico dipende da una visione del mondo che ha dei presupposti di carattere religioso, cioè si rifà a dei valori ultimi. Ciò vale sia per le medicine alternative, sia per quella tradizionale. È del tutto fuorviante pensare che la critica ‘genealogica’ valga per le prime, ma non per la seconda. Come qualsiasi altra attività umana, anche la medicina occidentale non è una scienza neutrale da un punto di vista religioso. Nata nella cultura pagana del mondo greco, essa è stata solo ‘battezzata’ esteriormente di valori cristiani, ma non trasformata in modo radicale dal cristianesimo. In epoca moderna, poi, la medicina ha subito l’influsso scientista e meccanicista del sapere. Non sono tutti questi presupposti non cristiani, del tutto simili, anche se fenomenologicamente diversi, a quelli delle medicine alternative? In genere, siamo assuefatti a questa idea di medicina che abbiamo metabolizzato, ma che ha tutte le caratteristiche per essere messa in discussione attraverso lo stesso criterio che viene usato per contestare le medicine orientali e New Age. La critica religiosa alle medicine alternative è doverosa e legittima, a patto che la si rivolga anche alla medicina tradizionale. Oltre alla critica che problematizza, è quindi necessario investire nel progetto di riforma della medicina secondo l’ottica della Parola di Dio. Solo facendo così la critica non sarà un mero esercizio retorico e inconcludente.

Il secondo filone di critiche alle medicine alternative proviene dal mondo scientifico. Si dice che, per quanto diffuse e praticate, nella maggior parte dei casi, esse non abbiano un supporto statistico sufficiente per riconoscerne la reale efficacia. Infatti, la medicina occidentale si fonda sul criterio probabilistico, cioè si basa su una casistica sperimentale anteriore che è disponibile ai ricercatori, che è stata studiata e in base alla quale si fanno diagnosi, prognosi e terapie. Le medicine non convenzionali, invece, si basano su conoscenze in genere prive di studi statistici affidabili. Funzionano in qualche caso, in altri meno, ma i contesti possono essere diversi e quindi non paragonabili tra loro. Se gli atti della medicina tradizionale sono verificabili, quindi falsificabili (=scientifici), quelli delle altre medicine lo sono meno e, pertanto, non possono vantare lo stesso sostegno scientifico. Non è detto che non lo abbiano in assoluto, ma non vi sono basi per accertarlo in modo rigoroso. Chi si affida a loro lo fa più in forza di casi di successo conosciuti, di tendenze culturali in atto, di motivazioni personali, di sfiducia nei confronti della medicina tradizionale, ecc. Per alcune di loro, vi è interesse ad incrementare la raccolta dei dati statistici per aumentarne la verificabilità scientifica. A molte altre pratiche, invece, non interessa agire secondo questo criterio scientifico. Questo sottrarsi all’indagine può essere un sintomo di debolezza e un elemento da tenere presente nella valutazione della loro reale efficacia. Comunque sia, tutte le medicine sono portatrici di inesattezze, insufficienze ed incertezze. Sono scienze umane e fallibili. Alcune lo sono di più, altre meno. Per scegliere a quale tipo di medicina rivolgersi, oltre al criterio religioso, occorre attenersi anche al grado della loro vera o presunta verificabilità scientifica.

La questione della medicina deve comunque far pensare i cristiani. Nella medicina sono in gioco questioni importanti e sarebbe ingenuo non prestarvi attenzione. Se la cultura cristiana non è in grado di riformare la medicina, tutta la medicina, sarà sempre alla mercé di medicine non cristiane, qualunque sia la loro provenienza religiosa, le metodiche e le probabilità di cura.

 

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