OGM: È IMMORALE MODIFICARE GENETICAMENTE GLI ORGANISMI?
Ogm è diventata una sigla tanto usata quanto contestata. Per ‘organismo geneticamente modificato’ s’intende un organismo il cui materiale genetico è stato modificato in modo non naturale mediante l’immissione di un gene dalla caratteristiche desiderate in un Dna che si vuole modificare. Il risultato è un organismo che aggiunge ai suoi caratteri anche quelli dell’organismo ‘donatore’.
Nel caso degli Ogm, la modifica genetica è finalizzata all’aumento della produzione e alla riduzione dell’uso di pesticidi ed insetticidi. Le piante modificate possono essere coltivate anche in zone fino a oggi non sfruttate in quanto, ad esempio, troppo aride e possono essere resistenti ai parassiti e ai diserbanti.
Da molti anni gli Ogm sono utilizzati nell’industria farmaceutica, ma sono sempre più diffusi anche in agricoltura, soprattutto a partire dagli Anni Novanta. Negli USA, ad esempio, circa il 70% della soia e del cotone coltivati sono geneticamente modificati, così come il 25% della produzione di mais. Sul mercato sono stati lanciati i pomodori ‘a rammollimento controllato’, oltre a zucchine e patate resistenti a insetti. Allo studio, ci sono frutti che non gelano e privi di semi.
Il giro d’affari è enorme: nel 2005 sarà di oltre 50 miliardi di euro, raddoppiato rispetto al 2000. Anche la mole di ricerca che ruota intorno agli Ogm è impressionante: negli USA sono in corso 5.000 esperimenti contro i 1.500 dell’Europa, di cui 264 in Italia. Oltre al campo farmaceutico e alimentare, un altro fronte suscettibile all’impiego degli Ogm è quello medico attraverso l’impiego di proteine modificate degli spinaci per la ricostruzione di connessioni nervose danneggiate nelle persone con problemi di vista.
La controversia sugli Ogm riguarda la loro pericolosità paventata, ma non pienamente dimostrata. A questo proposito, le posizioni sono molto contrastanti. Secondo alcuni, gli Ogm costituiscono l’unica strada per sfamare quel quinto della popolazione della terra che oggi soffre la fame e per ridurre la quantità di veleni presenti nei prodotti della terra. I sostenitori degli Ogm insistono che, sulla base delle conoscenze sin qui a disposizione, gli alimenti geneticamente modificati sono altrettanto sicuri rispetto a quelli naturali e non comportano rischi superiori a questi.
Secondo i critici degli Ogm, invece, essi sono un serio pericolo per la salute perché portati sul mercato senza conoscerne completamente gli effetti sull’uomo, soprattutto per quanto riguarda la loro allergicità. Infatti, un soggetto può non essere allergico alle fragole ma esserlo al pesce: cosa succederebbe se mangiasse una fragola modificata col gene di pesce che migliora la sua resistenza al freddo? Quali sarebbero poi gli effetti a cascata nella catena alimentare una volta introdotti gli Ogm? In più, non è stato ancora del tutto chiarito l’impatto degli Ogm sul processo di trasformazione degli alimenti nel corpo umano, soprattutto nei malati di diabete. Infine, i critici degli Ogm sottolineano come l’impatto ambientale della coltivazione di Ogm sui terreni e sulle altre piante possa avere effetti negativi nel medio-lungo periodo. Insomma, la discussione è accesa e aperta.
Che dire da un punto di vista etico? Innanzi tutto, bisogna richiamare la legittimità della ricerca sugli Ogm. La trasformazione della materia, infatti, è del tutto compatibile con l’attività umana, anzi è una sua caratteristica fondamentale. La ricerca sugli Ogm fa parte di quegli ambiti di intervento umano che non possono essere vietati, né fermati, perché rientrano a pieno titolo nel mandato divino di coltivare la terra e di soggiogarla. Tutta la vita dell’essere umano è costantemente alle prese con la manipolazione della materia, per cui non si dovrebbero sollevare obiezioni sulla modifica genetica degli organismi. Fatta questa premessa, occorre tuttavia ricordare due principi molto importanti da un punto di vista etico: il principio di precauzione e quello d’informazione.
Il principio di precauzione incoraggia un atteggiamento scientifico e morale ispirato alla cautela. Il fatto che la ricerca debba essere perseguita non significa che essa debba essere svolta senza criteri che salvaguardino l’integrità del creato, la dignità degli essere umani e la salute delle persone. Il mandato di coltivare la terra non significa avere carta bianca per fare ciò che si vuole, a qualunque costo. Lo svolgimento del mandato, di cui la ricerca fa parte, esige un quadro etico di riferimento che guidi la sperimentazione. In concreto, ciò significa che, di fronte alle potenzialità degli Ogm, è necessario continuare a studiarne gli effetti, valutarne i rischi ed approfondirne i pericoli. Senza allarmismi isterici, ma senza trionfalismi gratuiti o superficialità colpevoli. Molto spesso, il principio di precauzione è difficile da mantenere quando sono in gioco imponenti interessi economici e finanziari di multinazionali agro-alimentari e farmaceutiche che investono ingenti somme di denaro. Le perplessità sugli Ogm non devono essere pregiudiziali, ma devono potersi basare su dati verificabili e, comunque, devono stimolare lo studio del loro impatto complessivo all’interno di protocolli etico-scientifici condivisi e giuridicamente vincolanti.
Oltre a quello di precauzione, è importante tenere presente il principio d’informazione. La presenza di Ogm non deve essere occultata sui prodotti, ma deve essere resa esplicita in modo che il consumatore sia il più possibile consapevole di quello che acquista e di quello che mangia. Ogni prodotto contenente Ogm deve indicare la percentuale di prodotti modificati contenuti con la massima chiarezza. È chiaro che, una volta introdotti gli Ogm nella catena alimentare, sarà sempre più difficile trovare prodotti alimentari industriali che ne siano del tutto privi. Questo scenario, a maggior ragione, invita alla cautela nel loro utilizzo. L’Unione Europea ha da poco emanato una direttiva che permette la sperimentazione, precisando però vincoli e limiti. La ricerca sugli Ogm non deve essere fermata, ma può e deve essere orientata.
CSEB – Padova