Le relazioni qui contenute sono tratte dalle note personali di Paolo Castellina durante la conferenza e non sono state rivedute dagli autori. Si tratta quindi di un lavoro che, benché il più possibile accurato, si basa sulla percezione soggettiva del redattore.

Apertura lavori (Pietro Bolognesi)

Pietro Bolognesi, direttore dell’IFED, apre i lavori delle giornate teologiche introducendo il tema di quest’anno “Prospettive per il nuovo millennio”.

In questa società che cambia, ci vogliamo chiedere come esprimere la nostra fede nel nuovo millennio, senza lasciarci condizionare dalle mode o dalle ideologie correnti. Vogliamo riflettere, ragionare. La fede per noi ha una valenza strutturale, globale: per questo abbiamo cercato di individuare una serie di argomenti rappresentativi delle questioni in gioco nel nostro tempo: bioetica, dialogo interreligioso, teologia, spiritualità. Potrebbero essercene evidentemente altre, ma abbiamo fatto una scelta che si rapporti alle nostre specifiche competenze ed al tempo limitato a nostra disposizione. Vogliamo così essere interpreti seri e rigorosi dell’identità evangelica. Noi non ci accontentiamo, infatti, di essere come naufraghi su una scialuppa di salvataggio, ma persone che interpretano in toto la fedeltà alla vocazione che ci viene rivolta e consapevoli del nostro peccato. La nostra prospettiva sull’intero complesso della realtà, infatti, dipende proprio dal fatto che Gesù è riconciliatore di tutte le cose, sovrano su ogni cosa.

Particolarmente significativo per noi, a questo riguardo è quanto il Signore Gesù dice in Matteo 11:12 che dice: “Dai giorni di Giovanni il battista fino a ora, il regno dei cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono”. E’ una parola enigmatica che ci introduce in nuova era. Il potere preso abusivamente dai “Farisei”, è ora pronto ad essere riconquistato. L’era che Gesù inaugura è un’epoca di nuove possibilità. Un Cristianesimo che abbia una sana energia interiore che trova in Dio la determinazione e la volontà di attraversare questa porta aperta e rivendicare alla signoria di Cristo tutta la realtà. Le giornate teologiche vogliono essere proprio, in questo senso, un laboratorio nel quale noi riflettiamo e costruiamo, con determinazione e forza, senza minimamente rassegnarci per l’apparente difficoltà dell’impresa. Esamineremo così il campo dell’etica, quello delle responsabilità della teologia, e poi quello della spiritualità.

Iniziamo così con un primo intervento che ci farà riflettere sulla nostra memoria storica. Siamo oggi, è vero, catapultati in nuove dimensioni, ma dietro di noi c’è la storia. Non si può progettare senza avere la coscienza d’avere una memoria alle spalle.