Introduzione
Si fa presto a dire catechesi. La parola è
impegnativa e la sua pratica lo è ancor più. Che l'istruzione e la
formazione facciano parte integrante del cristianesimo nessuno oserebbe
negarlo. Quanto, poi, questo riconoscimento universale si traduca in
scelte coerenti e pratiche adeguate, è motivo di riflessione, o dovrebbe
esserlo.
Si fa presto a dire
catechesi, ma quante famiglie hanno momenti dedicati all'istruzione
biblica dei piccoli? Quanti padri e quante madri preferiscono delegare
alla chiesa questo compito, fuggendo questa loro responsabilità
primaria? Quali conseguenze nefaste ha la cultura della delega?
Si fa presto a dire
catechesi, ma quante chiese hanno ministeri di predicazione che siano
davvero catechistici e non condivisione di frammenti di pensieri più o
meno spirituali?
Si fa presto a dire
catechesi, ma quanto efficace è l'accompagnamento dei nuovi convertiti
nella vita della chiesa e nella costruzione di una visione cristiana
della realtà? Cosa dire dei corsi di preparazione al battesimo e della
formazione permanente nelle chiese?
Si fa presto a dire
catechesi, ma quante chiese scelgono di separare i bambini e i giovani
dal culto per intrattenerli nelle scuole domenicali, salvo poi
preoccuparsi di non perderli nel momento in cui diventano 'grandi'? Come
è noto, le scuole domenicali sono nate come strumento di
evangelizzazione e si sono poi trasformate in classi separate. Ma è
biblico lasciare i bambini fuori dal culto? Non occorre incoraggiare
tutti, indipendentemente dall'età, a celebrare il Signore insieme al
popolo di Dio?
Si fa presto a dire
catechesi, ma quanto è orientata in senso catechistico
l'evangelizzazione e la testimonianza? Quale nerbo dottrinale e afflato
identitario ha la comunicazione pubblica dell'evangelo?
Si fa presto a dire
catechesi, ma quale percentuale della produzione editoriale evangelica è
rivolta a fornire strumenti dottrinalmente sani e didatticamente utili
per l'insegnamento? L'impressione è che si pubblichi molto materiale, ma
forse sarebbe necessario riflettere di più sulla qualità complessiva di
quello che si stampa.
La catechesi obbliga a
mettersi in discussione. D'altronde, chi non si mette in discussione non
può essere un catechista e nemmeno un catechizzando.
Leonardo De Chirico