Introduzione
La Bibbia è stata al centro dei momenti di riforma della storia. I risvegli dell’AT erano
accompagnati da un ritorno alla legge. La predicazione profetica faceva riferimento alla legge
scritta per richiamare alla fedeltà all’alleanza. L’insegnamento del Signore Gesù era basato sulla
Scrittura. La scrittura dei vangeli è intrisa di citazioni, allusioni, richiami all’AT per descrivere
la figura e l’opera di Gesù. L’opera di persuasione delle prime comunità ebraiche riunite nelle
sinagoghe si fondava sul ritorno ai testi dell’AT interpretati in chiave messianica. La predicazione
apostolica è stata un commento cristologico alla Bibbia.
Nella storia della chiesa, i periodi di reale cambiamento hanno sempre avuto al centro la
Scrittura. La predicazione espositiva di Agostino e di Giovanni Crisostomo ha segnato i primi secoli
di vita ecclesiale. La Riforma protestante del Cinquecento ha rimesso al centro la Parola: sola
Scrittura! I risvegli evangelici dei secoli successivi hanno ricevuto impulso dalla valorizzazione della
Parola e hanno dato il via ad iniziative volte alla diffusione della Bibbia (Società bibliche, missioni,…). Quando posta al centro, la Bibbia è sempre stata motore di cambiamento.
Le grandi questioni della chiesa moderna si sono concentrate sulla conferma o sull
contestazione della centralità della Bibbia. La diatriba tra la Riforma e Roma può essere riassunta
così: la Bibbia sta al centro della chiesa (come sostiene la Riforma) o la chiesa ha un suo equilibrio
multicentrico che defila il ruolo della Bibbia (come dice la Controriforma)? Anche nei dibattiti
interni al protestantesimo successivo, le questioni hanno visto protagonista la Bibbia: la Bibbia
sta al centro della chiesa (l’opzione evangelica) o deve essere la ragione o il sentimento ad avere
supremazia sulla Scrittura (l’opzione liberale)?
La centralità della Bibbia non è mai stata scontata. Al contrario, si può dire essa sia sempre
stata contestata. Il mondo vive in perenne stato di agitazione di fronte alla Bibbia. Se non arriva
a contestarla apertamente, la parcheggia nel deposito dei codici culturali o negli scaffali alti e
polverosi della biblioteca della memoria. In ogni modo, cerca di anestetizzarla e di tenerla alla
larga.
Oggi viviamo una situazione paradossale. Il grado di accessibilità alla Bibbia non è stato
mai così alto. Vedere la Bibbia venduta come gadget di riviste nazional-popolari è un segno dei
tempi in un Paese che per secoli ha tentato di impedire che il popolo fosse esposto alla Scrittura.
Non parliamo poi delle mille possibilità che Internet offre alla fruizione della Bibbia. La Bibbia è
forse materialmente nella case degli italiani, ma è al centro della loro vita? Il discorso vale anche
per il mondo “cristiano”. Ogni confessione cristiana oggi dice, tramite impegnative dichiarazioni
dottrinali, di avere una più o meno alta considerazione della Bibbia. Ma si può dire che essa sia
al centro della vita delle chiese? Quale indice di fedeltà biblica, di saturazione biblica, di spessore
biblico, di azione biblica, di dinamismo biblico rispecchiano la performance delle chiese?
In questo quadro apparentemente molto più Bible-friendly del passato, qual è la specificità
evangelica rispetto alla Scrittura? Gli evangelici sono conosciuti come “il popolo del Libro”. Ma
in che senso lo sono, se lo sono? Basta solo diffondere la Bibbia, distribuirla, stamparla, farla
circolare, averla sotto braccio, o serve qualcos’altro? Basta dire agli altri: “leggi la Bibbia”? Cosa
significa avere la Bibbia al centro di fronte alle molteplici sfide che ci troviamo davanti?
Esiste un rapporto di proporzionalità diretta tra il grado di immersione biblica e la sanità
spirituale di una persona, di una chiesa, di una nazione. Più aumenta la prima, più è florida la
seconda. Più è carente la prima, più è depressa la seconda. Oggi viviamo una situazione di ampia
circolazione materiale della Bibbia (nel senso che ci sono Bibbie dappertutto), ma di latitanza
sostanziale della stessa nella realtà (nel senso che l’impatto biblico sulle vite è scadente).
Questo fascicolo di Studi di teologia riproduce alcune relazioni tenute alle Giornate
Teologiche 2011 (Padova, 9-10 settembre) sul tema “La Bibbia al centro”. Esso vuole incoraggiare la ricentratura della vita intorno alla Bibbia. O, in altre parole, il riconoscimento limpido, pieno,
gioioso, arioso, pervasivo della centralità della Bibbia.
Leonardo De Chirico